ROMA - Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato in un'intervista esclusiva rilasciata al Corriere dello Sport-Stadio. Ecco le sue frasi più significative.
La svolta per ripartire nel calcio è negli uomini giovani ma con idee giovani.
«L'anagrafe non conta. Le idee sì. È imperativo rimanere giovani dentro, saper guardare al futuro. Altrimenti si è perdenti. Chi è chiamato a presiedere non può essere contaminato e condizionato culturalmente solo dal passato. Si sente spesso dire, nei momenti in cui si invocano i mutamenti: tanto poi non cambierà niente. Oggi invece, finalmente, c'è la possibilità di farlo, tenendo presente che
il problema non è comunque l'età del nuovo Presidente».
Malagò ha le fattezze della speranza?
«E pure quelle di una grande, grandissima speranza: perché non è provinciale; perché è uomo di spessore; perché - e suoni chiaramente come complimento in questo caso - è buono per tutte le stagioni; perché ha la cultura del fare e non quella del sopraffare,
che invece è tipica del mondo istituzionale del calcio».
Scelga lei una serie di norme per cambiare il calci o
«Intanto, in Serie A, la possibilità di utilizzare i calciatori extracomunitari senza vincoli, né tetti. Ma perché la Federcalcio deve poter decidere la politica delle società? Un imprenditore deve combinare i fattori della produzione in totale libertà e senza lacci e lacciuoli posti anacronisticamente e autonomamente dalle istituzioni. Una Federazione non deve proibire, ma invitare a costruire: e come si fa, se esiste un solo Buffon, un solo Chiellini, un solo Immobile, un solo Insigne? Le 20 squadre devono restare sbilanciate tra loro? Si dovrà concedere a chiunque la possibilità di andare a comprare all'estero anche extracomunitari, come già avviene in altri paesi europei come appunto Belgio, Portogallo, ecc., per favorire la competizione anche attraverso la competenza di chi è preposto agli acquisti verificato il budget e sentite le esigenze dell'allenatore. In questo modo crescerebbe il livello del nostro calcio e con esso il livello dei giocatori italiani in squadra, e di ciò si avvantaggerebbe anche la Nazionale».
Il campionato a sedici squadre è il format ideale dellaSerie A di De Laurentiis....
«E l'amico Claudio Lotito invece si accontenta di vincere le partite a metà, limitandosi eventualmente a ridurre a diciotto club il torneo del futuro. Ma io non invito a rivoluzionare l'attuale sistema per limitare la presenza di altre società: era già così nel 1986 e se vogliamo essere più competitivi in Italia e quindi anche in Europa, non possiamo stressare con questa quantità impressionante di partite né le società, né i calciatori. Se vogliamo allenare la Nazionale, dobbiamo trovare degli spazi che in questo momento non ci sono. E invece siamo tutti così egoisticamente compressi ognuno a difesa dei propri orticelli per una manciata di voti in più sia in Lega che in Federazione».
Dal Brasile sono arrivate una serie di suggerimenti.
«Lo spray è da importare immediatamente: perché non soltanto è piaciuto, ma è servito per snellire la pratica delle punizioni. La tecnologia del "gol-non gol" molto utile. E devo dire che in assoluto gli arbitri sono stati bravi - a parte qualche episodio che ha toccato
anche la nostra Nazionale - nel velocizzare il gioco estraendo cartellini e distribuendo ammonizioni molto raramente. Ciò ha creato
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