Il Napoli ha vinto la partita grazie al "Matado" splendidamente coadiuvato da un grande De Sanctis motivato dal rinnovo contrattuale, da un ottimo Zuniga pungolato dal prossimo arrivo del connazionale e rivale Armero e soprattutto da un gigantesco Pandev, rigenerato atleticamente da specifici allenamenti. E Maggio è tornato a sfrecciare sulla fascia di sua competenza
ROMA - La sosta natalizia, si sa, è una strana bestia. Come un abile mazziere del mercante in fiera, davanti a un panettone e a un piatto di struffoli mischia le carte, e quello che prima era davanti va in fondo e viceversa. Negli anni passati, un ottimo Napoli era stato spesso ridimensionato nei risultati e nelle ambizioni dalla pausa delle feste; stavolta, è andata diversamente. Se questo derby del sud, come si diceva una volta, si fosse giocato tre settimane fa, forse avrebbe avuto un diverso svolgimento. La Roma veniva da una chiara vittoria sul Milan, salvo il solito momento di amnesia di fine partita; il Napoli, pur vincente contro uno scadentissimo Siena, era alle prese con le recenti squalifiche e penalizzazioni che l'avevano privato del ruolo di anti Juve che gli era stato cucito addosso. E Inter, Fiorentina, Milan e la stessa Roma cominciavano a carburare e a far paura. Ma c'è stata la sosta, e il momento è stato differito ed è cambiato nella sostanza; viola, nerazzurri e bianconeri hanno lasciato sul terreno l'intera posta, per esempio. La Roma ha molto viaggiato, si è molto influenzata, ha molto riposato. Il Napoli invece ha lucidato l'argenteria e il suo pezzo più pregiato, quel Matador che oggi è forse l'unico top player che giochi in penisola, ha esibito il proprio vasto repertorio; e ha vinto la partita, splendidamente coadiuvato da un grande De Sanctis motivato dal rinnovo contrattuale, da un ottimo Zuniga pungolato dal prossimo arrivo del connazionale e rivale Armero e soprattutto da un gigantesco Pandev, rigenerato atleticamente da specifici allenamenti. E Maggio è tornato a sfrecciare sulla fascia di sua competenza, Britos ha trasudato concretezza e puntualità d'intervento, Behrami ha randellato qualsiasi cosa di colore giallorosso gli passasse vicino. Nel frattempo la Roma macinava gioco e sprecava occasioni, lasciando comunque intuire le grandi potenzialità che possiede; ma se il San Paolo fa il San Paolo, e se il Napoli fa il Napoli, allora la torta è confezionata. Compresa la grossa, succulenta ciliegina col numero sette e i sedici gioielli azzurri che ha prodotto in stagione. Benedette le soste.
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