mercoledì 10 luglio 2013
Gomez è «volato» a Firenze, dunque non sarà lui l'uomo a cui il Napoli affiderà la pesante «eredità» di Edinson Cavani. La «ricerca» continua anche se i segnali dicono che le attenzioni sono tutte (o quasi) rivolte verso Leandro Damiao, attaccante brasiliano dell'Internacional di Porto Alegre, decisamente promettente ma non ancora completamente sbocciato (o esaurientemente sbocciato)
di Antonio Maglie
Gomez è «volato» a Firenze, dunque non sarà lui l'uomo a cui il Napoli affiderà la pesante «eredità» di Edinson Cavani. La «ricerca» continua anche se i segnali dicono che le attenzioni sono tutte (o quasi) rivolte verso Leandro Damiao, attaccante brasiliano dell'Internacional di Porto Alegre, decisamente promettente ma non ancora completamente sbocciato (o esaurientemente sbocciato). Con molta prudenza, il Napoli si sta muovendo sul mercato, ispirando la sua linea di condotta a quelle logiche che da sempre orientano i movimenti del presidente De Laurentiis: giocatori abbastanza giovani che garantiscano futuro, che abbiano le caratteristiche di investimenti con un alto tasso di affidabilità anche nel presente. Un codice di comportamento tanto più fondato quest'anno in quanto la squadra affidata alle cure di Rafael Benitez dovrà misurarsi in Champions contro avversari altamente competitivi, partendo dal ricordo del buon successo ottenuto un paio di stagioni fa quando la squadra approdò agli ottavi sfiorando persino i quarti (passò il Chelsea, che poi vinse la coppa, allenato all'epoca da Di Matteo e lo scorso anno proprio dal tecnico spagnolo).
La partenza di Cavani sollecita interrogativi ma anche anche prospettive interessanti. Certo, la conferma dell'uruguaiano avrebbe garantito un bel po' di certezze ma, come si dice, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Edinson ha evidentemente riempito più che la botte, le casse e questo irrobustimento finanziario consente alla società, considerato un modello dal punto di vista della gestione anche dalla Uefa, di operare sul mercato rinnovando una squadra che negli ultimi anni aveva aggiunto ma senza cambiare. L'arrivo di Benitez ha reso inevitabile questo cambiamento, un po' perché lo spagnolo gioca in maniera differente rispetto a Mazzarri e un po' perché una gestione oculata postula anche una certa attenzione all'età-media della rosa che non può invecchiarsi troppo (pena una inevitabile svalutazione economica) né può ringiovanirsi troppo (pena la perdita di una certa competitività).
De Laurentiis ha compiuto scelte logiche: ha investito su un portiere di talento e di grande futuro pensando al momento attuale e soprattutto al dopo, ha acquistato due giocatori di ventisei anni Mertens e Callejon, cioè atleti già abbastanza maturi da un punto di vista anagrafico ma, allo stesso tempo, con margini di miglioramento ancora ampi. A questo punto manca l'uomo che si faccia carico dell'eredità di Edinson, che copra il deficit di gol che la sua partenza inevitabilmente crea. E su questo fronte, scelte ad alto tasso di rischio non sono consigliabili. Damiao può essere un investimento per il futuro ma non si può chiedere a lui l'affidabilità immediata. Gomez l'avrebbe garantita. Così come potrebbe assicurarla Dzeko. Ma è evidente che oggi è quello il problema ancora in attesa di adeguata soluzione.
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