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Totti: «Un 2013 di vittorie». La Roma a cena FOTO

Written By Unknown on Selasa, 01 Januari 2013 | 23.50

Il capitano sicuro: «Ai tifosi auguro un anno speciale, di vittorie. Speriamo di vincere uno scudetto il prima possibile. Piola? Lo raggiungo prima di smettere». Si ferma in allenamento ma è solo un affaticamento

ROMA - "Cosa mi auguro per il 2013? Spero di continuare a giocare come ho fatto ultimamente. È un augurio personale, che penso si augurano anche i tifosi". Sono le parole di Francesco Totti al termine dell'ultimo allenamento dell'anno della Roma nel parco Disney di Orlando. "Ai tifosi auguro un anno speciale, di vittorie - ha aggiunto il capitano giallorosso ai microfoni di Tele Radio Stereo - Auguro quello che la Roma e i romanisti aspettano da tempo: un trofeo oppure uno scudetto il prima possibile". Sugli obiettivi personali, invece, Totti ha dichiarato di voler riprendere Piola al vertice della classifica dei cannonieri della Serie A di tutti i tempi "prima che smetto...". Totti al momento è fermo a 221 reti in campionato, mentre Piola si trova a 274. Per riuscire nel sorpasso, quindi, Totti dovrà necessariamente giocare qualche altro anno, arrivando magari a giocare anche nel nuovo stadio di proprietà che sorgerà a Tor di Valle. "Il presidente Pallotta ha detto che spera sia io a segnare il primo gol nel nuovo stadio? Perciò ho altri quattro anni" ha concluso il numero 10 ridendo.

TOTTI SI FERMA IN ALLENAMENTO - Nell'ultimo allenamento dell'anno per la Roma si ferma Francesco Totti. Il capitano giallorosso è uscito anzitempo dal terreno di gioco dell'ESPN Wide World of Sports Complex di Orlando a causa di un risentimento muscolare ai flessori della coscia destra (applicata dallo staff medico una vistosa fasciatura). Niente lavoro in campo invece per De Rossi che ha svolto precauzionalmente una sessione di palestra per un leggero affaticamento muscolare.


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Totti: «Un 2013 di vittorie». I suoi auguri VIDEO

Il capitano sicuro: «Ai tifosi auguro un anno speciale, di vittorie. Speriamo di vincere uno scudetto il prima possibile. Piola? Lo raggiungo prima di smettere». Si ferma in allenamento ma è solo un affaticamento

ROMA - "Cosa mi auguro per il 2013? Spero di continuare a giocare come ho fatto ultimamente. È un augurio personale, che penso si augurano anche i tifosi". Sono le parole di Francesco Totti al termine dell'ultimo allenamento dell'anno della Roma nel parco Disney di Orlando. "Ai tifosi auguro un anno speciale, di vittorie - ha aggiunto il capitano giallorosso ai microfoni di Tele Radio Stereo - Auguro quello che la Roma e i romanisti aspettano da tempo: un trofeo oppure uno scudetto il prima possibile". Sugli obiettivi personali, invece, Totti ha dichiarato di voler riprendere Piola al vertice della classifica dei cannonieri della Serie A di tutti i tempi "prima che smetto...". Totti al momento è fermo a 221 reti in campionato, mentre Piola si trova a 274. Per riuscire nel sorpasso, quindi, Totti dovrà necessariamente giocare qualche altro anno, arrivando magari a giocare anche nel nuovo stadio di proprietà che sorgerà a Tor di Valle. "Il presidente Pallotta ha detto che spera sia io a segnare il primo gol nel nuovo stadio? Perciò ho altri quattro anni" ha concluso il numero 10 ridendo.

TOTTI SI FERMA IN ALLENAMENTO - Nell'ultimo allenamento dell'anno per la Roma si ferma Francesco Totti. Il capitano giallorosso è uscito anzitempo dal terreno di gioco dell'ESPN Wide World of Sports Complex di Orlando a causa di un risentimento muscolare ai flessori della coscia destra (applicata dallo staff medico una vistosa fasciatura). Niente lavoro in campo invece per De Rossi che ha svolto precauzionalmente una sessione di palestra per un leggero affaticamento muscolare.


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Candreva: «Che Lazio!». Brocchi: «Avanti così»

Il presidente del Pescara: «Sì, Kozak ci interessa. Vediamo fra qualche giorno se ci saranno sviluppi»

ROMA - Una doppia seduta di allenamento per smaltire gli eccessi del Natale e tornare presto in condizione. La Lazio si è ritrovata oggi nel centro sportivo di Formello per riprendere nel migliore dei modi una stagione che la vede seconda in classifica e ancora in corsa in Europa League e Coppa Italia. Nel mirino degli uomini di Vladimir Petkovic c'è il Cagliari, che affronteranno sabato all'Olimpico per chiudere il girone d'andata alle spalle della Juve e avanti alle dirette concorrenti. E al raduno stamane erano presenti tutti. O quasi. Mancava Mauro Zarate che tornerà dalle vacanze soltanto il 3 gennaio, ma l'argentino è comunque ormai ai margini del progetto ed è in attesa di una collocazione gradita. C'era invece capitan Tommaso Rocchi. Il suo futuro, però, è praticamente già scritto: dal 2 gennaio si aggregherà all'Inter di Stramaccioni. Ma a fare le valigie potrebbe essere anche il compagno di reparto Libor Kozak. "Ci interessa, potrebbe essere un'occasione perchè potrebbe disputare con noi un campionato da protagonista ma questo dipende anche dai programmi della Lazio. Ci sono ancora due o tre giorni prima dell'inizio del mercato, poi la prossima settimana inizieremo a ragionarci un pò più da vicino", svela il patron del Pescara Daniele Sebastiani, ai microfoni di Radio Sei.

CANDREVA: «ANNO FANTASTICO» - Un punto fermo della squadra biancoceleste è invece Antonio Candreva, che a un anno dal suo approdo alla Lazio, traccia un bilancio del 2012. "I ricordi più belli? La rete con il Napoli del 7 aprile, il giorno di Chinaglia. Venivo da un momento duro, pensavo di non riuscire ad affermarmi nella Lazio, questo è al primo posto. Al secondo c'è sicuramente il gol e la vittoria nell'ultimo derby, lo scorso anno non lo giocai. Invece questa volta l'ho giocato da protagonista, una cosa bellissima", rileva il centrocampista a Lazio Style Radio. Il presente però è il secondo posto in classifica. "Abbiamo fatto un grande inizio di stagione - aggiunge Candreva - ma noi ci siamo preparati, con il mister, dal primo giorno di ritiro per fare questo. Fa un grande effetto essere secondi, è veramente una bella cosa. A parte la Juventus che ha una fame particolare, non ci sono squadre molto più forti di noi, ma se noi giochiamo come sappiamo, anche nel 2013 possiamo levarci grandi soddisfazioni".

BROCCHI: «MOLTI NON SI ASPETTAVANO QUESTA LAZIO» - La Lazio quindi vuole continuare a sorprendere. "Molti non se l'aspettavano e ancora oggi indicano altre squadre come favorite – evidenzia con ironia Cristian Brocchi -. Noi andiamo avanti per la nostra strada, consapevoli della nostra forza. In che posizione di classifica siamo? Ah non lo so, credo dietro altre 3 o 4 squadre". "Sinceramente mi rendo conto che manca ancora qualcosa per competere con la Juve per lo scudetto – riconosce poi il centrocampista -. Non solo a livello di mentalità". Certo, l'arrivo di un top player come Frank Lampard contribuirebbe alla svolta. I tifosi lo sognano e ora anche i tabloid inglesi ritengono possibile l'approdo in biancoceleste del calciatore del Chelsea (il ds Tare avrebbe pronto un triennale da 2,5 milioni di euro a stagione): sarebbe un bel botto per festeggiare il nuovo anno.


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Psg, Leonardo chiarisce: «Mai chiamato Sneijder»

Il dirigente del club parigino stoppa le voci sul possibile arrivo in Francia del trequartista dell'Inter: «Nel suo ruolo abbiamo già cinque giocatori. Non ci serve»

PARIGI - Leonardo, direttore sportivo del Paris Sg, ha negato qualsiasi contatto tra il club e il difensore inglese del Chelsea Ashley Cole e tantomeno con l'olandese dell'Inter Wesley Sneijder. "Non abbiamo mai parlato con Ashley Cole, non c'è mai stata contatto - ha dichiarato il dirigente brasiliano - Carlo Ancelotti è stato il suo allenatore al Chelsea, è per questo che la cosa è uscita". Quanto a Sneijder, Leonardo ha ugualmente negato qualsiasi discorso: "Onestamente, non abbiamo mai contattato Wesley per venire al Psg. in squadra ci sono cinque giocatori nella posizione di Sneijder", ha sottolineato.


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Svaligiata la villa di Lapo in Uruguay

L'imprenditore italiano è stato vittima di un furto nella sua villa in sudamerica. Portati via gioielli e 25mila euro in contanti. Si cerca una talpa

MONTEVIDEO - Anche se tutte le piste rimangono per ora aperte, ci potrebbe essere una 'talpà in quello che in Uruguay è stato definito 'il furto del secolo'. La rapina è avvenuta sabato notte in una villa di Punta del Este dove si trovavano nove persone, tra le quali Lapo Elkann, la 32/enne kazaka Goga Ashkenazi e altri amici. La villa oggetto del furto si chiama 'Vientos del Este' ed è proprietà di Paola Marzotto, precisano i media locali, rilevando che oltre a 17 gioielli dell'imprenditrice kazaka i ladri hanno portato via anche 25 mila euro in contanti. Il valore totale della refurtiva viene stimato in circa 3,5 milioni di euro. "Stiamo lavorando su diverse tracce", ha detto il commissario della polizia Victor Iraolo, mentre molte fonti fanno notare che i ladri - a quanto pare due, muniti di guanti in lattice - sono andati a colpo sicuro e conoscevano quindi il terreno. Erano in altre parole dei professionisti e non si esclude quindi la presenza di una 'talpa'. "Nè i soldi nè i gioielli rubati erano stati dichiarati, come prevedono invece le norme doganali locali", ricordano d'altro lato i siti web locali, precisando che la Ashkenazi e il suo 'novio Lapo' (fidanzato) erano arrivati qualche giorno fa a Montevideo con un volo Iberia. La polizia ha infine trovato i documenti di Elkann, evidentemente abbandonati dai ladri dopo il furto, a un centinaio di metri dalla villa.


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Lippi: «E' tornata la Juve. Conte determinante»

Il tecnico del Guangzhou Evergrande parla del suo futuro: «In Italia ho fatto ciò che dovevo. Accetterei la panchina della nazionale cinese. Del Piero? Unico»

ROMA - In Italia giura che non tornerà più ad allenare, e per il suo futuro non esclude la panchina della nazionale cinese. Marcello Lippi inizia l'anno con un'intervista a tutto campo ai microfoni di Sky Sport 24, parlando naturalmente di Juventus e Antonio Conte, ma anche di Del Piero e da ex ct azzurro anche di Balotelli. È categorico quando esclude il suo ritorno in Italia. "Qui ormai ho un marchio... dove vado mi dicono 'juventino qua, juventino là" dice. Sulla Juve e Conte: "È ritornata la solita Juventus, la squadra di grande motivazione, determinazione e fame di vittoria. È come la Juve di Lippi, di Trapattoni, di Capello.. È come la Juve vincente. Conte ha dimostrato di avere una "juventinità". Lui ce l'ha, è stato il capitano di una delle grandi Juventus, è stato un esempio sul campo. È stato bravo anche a trasmettere i principi tecnico-tattici, perchè questa Juve non è solo cuore, determinazione e grinta, ma anche organizzazione di gioco. Buffon è tornato a essere un fuoriclasse dopo l'infortunio, l'acquisto di Pirlo è stato determinante e poi l'esplosione definitiva di alcuni giocatori come Marchisio e Chiellini".

«CT DELLA CINA? MI PIACEREBBE» - Uno come Del Piero, per Lippi, "è qualcosa di più" nella storia bianconera di giocatori come Vialli e Zidane, perciò il suo addio è stato più doloroso, "ma credo che i tifosi se ne siano fatti una ragione. Del Piero avrebbe voluto finire alla Juventus ma ha fatto quello che voleva, un'esperienza completamente diversa". Quanto a un futuro come ct della Cina: "Credo che sia nei loro pensieri, perchè no" dice il tecnico del Guangzhou Evergrande campione. Nel suo futuro, quindi, non c'è un ritorno in Italia: "L'Italia è la mia nazione, ho nostalgia degli amici, della famiglia, di tutto quello a cui sono legato, ma il lavoro che dovevo fare in Italia l'ho già fatto". Nella sua nazionale uno come Balotelli non aveva spazio e Lippi spiega il perchè: "Non lo ritenevo meritevole di essere convocato in Nazionale tre anni fa perchè non giocava nella sua squadra, lo mettevano in castigo, andava in Under 21 e faceva casino. Quindi perchè doveva essere premiato? Era questo il mio intendimento. Ma è un giocatore che farà il futuro della nazionale".


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Guidolin: «Super 2012: la mia Udinese è tornata»

Il tecnico friulano: «Sono a un passo da 500 panchine in serie A, la maggior parte in bianconero. Sto valutando se cambiare sistema di gioco. Di Natale può puntare a 200 gol»

UDINE - Il tecnico dell'Udinese Francesco Guidolin aveva chiuso il 2012 preannunciando sorpresine per il 2013. Senza dare ulteriori spiegazioni. Ha cominciato a fornirle oggi, nella prima conferenza stampa dell'anno. "La prima è che nel mese di gennaio, se tutto va bene, sono a un passo da 500 panchine in serie A, per me è un traguardo straordinario che mi inorgoglisce, a cui pensavo da alcuni anni". Potrebbe tagliarlo tra tre domeniche. "Il fatto di esserci così vicino, mi fa un grande piacere, così come scoprire che il maggior numero di panchine è fatto con l'Udinese. Mi riempie ulteriormente d'orgoglio perchè mi piacerebbe tagliare questo traguardo con l'Udinese, con la mia squadra, in questo territorio". Sgombra il campo (ma non del tutto) da un possibile addio: "Sono carico, ho riposato in questa settimana di vacanza. Alla fine del campionato, con calma e con serenità, farò delle riflessioni con la mia società". Guidolin lascia intravedere un possibile cambio tattico di modulo e spegne il tormentone Di Natale-Muriel: "Mi interessa valutare se la mia squadra può giocare con altro sistema di gioco, ci stiamo allenando. Loro sono due ragazzi diversissimi, ma entrambi dotati di grande qualità. Di Totò è inutile aggiungere altro. Luis deve dimostrare praticamente tutto. L'idea di avere due giocatori così a disposizione è bella, ora bisogna concretizzarla per vedere se e come possono giocare insieme". Nessun problema di dualismo. E poi Totò, per l'Udinese, resta sempre Totò. "A proposito di Totò - aggiunge un aneddoto di un dialogo avuto con il suo capitano, di ritorno da Bergamo - gli ho detto che per me deve puntare ai 200 gol. Deve pensare che oltre ad avere la classe ha anche delle qualità fisiche che secondo me sono eccezionali, e non aggiungo altro. Fisicamente è un giovanotto, anche se la carta d'identità dice che ha 35 anni. Per me è possibile che si ripeta nel 2013, l'importante è che stia bene e che la squadra lo metta nelle condizioni di segnare. Io gliel'ho buttata lì, se fossi nella sua testa mi impegnerei a fondo per raggiungere un obiettivo di straordinaria importanza che è alla sua portata, entrerebbe in una classifica di prestigio assoluto - prosegue - Lui fa finta di niente, ma secondo me un pò ci crede".


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Juve-Peluso, affare fatto. Superato il Napoli

Written By Unknown on Senin, 31 Desember 2012 | 23.50

All'Atalanta un milione per il prestito e 4 per il riscatto. L'esterno ritrova Conte, può occupare più ruoli sul settore di sinistra

TORINO - Un difensore per festeggiare il 2013. La Juve si regala Federico Peluso, è lui il primo rinforzo per Antonio Conte per completare una rosa già vincente. L'affare con l'Atalanta è praticamente chiuso. La firma è attesa per il 2 e già il giorno dopo Peluso potrebbe essere a disposizione di Conte.
Decisiva, per la fumata bianca, proprio la volontà del ragazzo. A lui si è fortemente interessato anche il Napoli, ma la voglia di vestire la maglia dei Campioni d'Italia e di ritrovare Conte, già suo allenatore a Bergamo, ha fatto la differenza. All'Atalanta andranno 1 milione di euro per il prestito oneroso e 4 milioni per il riscatto obbligatorio.

JOLLY - Peluso, 28 anni, è stato fortemente voluto da Conte che aveva pensato a lui già la scorsa estate, come ha ammesso nei giorni scorsi il direttore generale bergamasco, Pierpaolo Marino, che ha raccontato di come lo scorso agosto l'affare fosse arrivato a un passo dalla conclusione. Non se ne fece niente, stavolta invece è realtà. Federico in questo campionato ha collezionato finora 13 presenze per 1.124 minuti, conditi da un gol, 10 cartellini gialli e due espulsioni. E' un prezioso jolly difensivo: agisce prevalentemente da esterno sinistro, ma è in grado di fare anche il centrale nella difesa a tre. Eclettico e quindi ideale per il tecnico bianconero che ha così un'alternativa in più per ovviare ai problemi in difesa.

Leggi l'articolo completo sull'edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio


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Il coraggio Usa e il fattore Italia

Stadio Roma: in un momento non facile per il Paese, la decisione di creare qualcosa è sempre un segnale di speranza

ROMA - In un momento non facile per il Paese, di crisi occupazionale e produttiva, la decisione di creare qualcosa è sempre un segnale di speranza. La Roma ha de- ciso di "produrre" uno stadio, il Suo Sta- dio. Ponendosi un obiettivo ambizioso: aprirlo fra tre anni. In assoluto, non si tratta di una cosa fuori dal mondo: per costruire un impianto di dimensioni me- dio-grandi (55-60mila posti, idoneo per ospitare una finale Champions, come è stato sottolineato) un paio di anni sono sufficienti. Ma il problema è quel che viene prima e in quel prima incide il Fat- tore I. L'Italia è un paese ammalato di burocrazia e da questo punto di vista sia- mo in presenza di un gatto che si morde la coda. Perché per «combattere» la cor- ruzione moltiplichiamo i controlli e al- lunghiamo le procedure, ma allungando le procedure aumentiamo le occasioni per chiedere, come dice il proverbio, a una mano di lavare l'altra. Gli stranieri lo sanno così bene che nel nostro Paese investono sempre meno (quest'anno il trenta per cento); gli ame- ricani della Roma ci provano. Se il loro progetto entrato da ieri sera, con la scel- ta dell'area su cui edificare l'impianto, in una fase operativa, sarà coronato da successo avranno non solo messo all'in- casso uno stadio nuovo e moderno, ma anche prodotto una piccola rivoluzione nell'italico costume. Perché la costruzio- ne di uno stadio di proprietà, con finan- ziamenti tutti privati, in «appena» tre an- ni avrebbe veramente del miracoloso. La Juve, che è stata la più lesta del reame, ci ha impiegato 11 anni e a Torino la pro- prietà bianconera (cioè la Fiat) qualcosa ancora conta; a Quartu le ambizioni di Cellino sono legate all'installazione di una cabina elettrica: un investimento da 8,5 milioni di euro che dipende da un marchingegno da trentamila euro. Gli auguri a Pallotta sono dovuti: il suo spi- rito d'avventura molto americano, da frontiera da conquistare in un paese in cui ogni ufficio pubblico può nascondere le insidie di Little Big Horn, potrebbe aprire una nuova strada.

Antonio Maglie


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Buffon: Juve, che anno. E il prossimo sarà meglio

Buffon: «Il 2012 mi ha regalato tante gioie, il prossimo anno spero che sia anche migliore. Io trasmetterò tutta la mia grinta alla squadra»

ROMA - È l'ultimo giorno dell'anno quindi è tempo di bilanci, anche per Gigi Buffon. Sul suo sito, il portiere della Juve ha parlato del 2012 e delle sue speranze per il 2013: «Qualche ora ancora di 2012 e poi via ai festeggiamenti per il nuovo anno... ma questo è anche il momento dei bilanci, quei bilanci che facciamo dentro di noi ripercorrendo tutti gli eventi significativi che questo anno ci ha regalato. Tracciando un resoconto a livello sportivo questo 2012 mi ha regalato molte gioie, tornare a vincere lo scudetto con la Juventus, una bellissima avventura europea con la Nazionale (dove purtroppo è mancata solo la ciliegina finale), il primo trofeo alzato da Capitano e poi un'inizio di stagione davvero superlativo, merito del lavoro quotidiano e di un gruppo sempre più coeso che punta ad obiettivi sempre più importanti. L'auspicio più grande è quello di essere qua fra un anno esatto a tracciare un bilancio del 2013 ancora più entusiastico di questo... io di certo non mollerò mai in campo e spero di trasmettere tutta la grinta e la sicurezza necessaria alla mia squadra per poter lottare su ogni fronte. Concludendo auguro a tutti gli sportivi che mi seguono un 2013 ricco di soddisfazioni e serenità».


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