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Serie A, Torino-Sampdoria 5-1: la tripletta di Quagliarella

Written By Unknown on Minggu, 01 Februari 2015 | 23.50

ROMA - Domina il Torino piegando la Sampdoria e chiudendo il match della 21ª giornata con un meritato 5-1. I granata si allontanano del tutto dal rischio retrocessione salendo a metà classifica. Torna a casa sconfitta la Samp di Ferrero, scesa in campo per agganciare la zona Champions, così vicina, ma ancora irragiungibile. Con la vittoria del Napoli sul Chievo e lo scacco della Lazio a Cesena, il risultato subìto all'Olimpico lascia i blucerchiati all'4° posto, lontani dalla competizione internazionale.

LA PARTITA - Mihajlovic parte con il tridente Okaka, Bergessio, Eder lasciando in panchina il neo arrivato Eto'o che schiera solo a metà del secondo tempo. Ad aprire e chiudere la partita, però, ci pensa Quagliarella, protagonista assoluto della vittoria granata (l'ex blucerchiato non esulta contro il club dove ha militato nella stagione 2006-2007). Al 16' la mette in porta con un tiro che arriva dopo il calcio d'angolo battuto da Moretti. È sempre lui che raddoppia al 29' su rigore concesso per fallo tattico del blaugrana Silvestre. Al 65' ecco che arriva la tripletta personale dell'attaccante granata: la mette a segno con un potente diagonale grazie a Benassi che recupera il pallone a centrocampo e serve l'assist vincente. Al 75' arriva il poker di Amauri. Flebile reazione della Samp al 77' che cerca un'insperata rimonta con la rete di Obiang di tacco. Ci pensa Bruno Peres ad infrangere ogni speranza con il quinto gol granata segnato nel recupero del secondo tempo, poco prima del fischio dell'arbitro.

PALERMO VOLA -
Vince 2-1 il Palermo in casa contro Hellas Verona. Gli uomini di Mandorlini guadagnano il vantaggio all'8' con il gol di Tachtsidis che insacca di testa. Po il pareggio e la rimonta rosanera con il tiro di Dybala che la mette dentro su punizione con un rimbalzo sul palo e il colpo di testa di Belotti al 79'. Con questo successo i rosanero salgono a quota 30 punti e si trovano in settima posizione, a due lunghezze dalla fiorentina.

CAGLIARI KO - A Bergamo termina con la vittoria dell'Atalanta 2-1 il match contro il Cagliari: al 18' sblocca il nerazzurro Biava, poi i sardi raggiungono i padroni di casa con la rete di Dessena. Al 4' minuto di recupero del secondo tempo Pinilla segna il trionfo dei bergamaschi condannando la squadra di Zola, che resta ferma a 17 punti.

SERIE A, 21ª GIORNATA: CRONACHE, TABELLINI E STATISTICHE


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Serie A, Cesena-Lazio 2-1: che tonfo per i biancocelesti

CESENA - La Lazio affonda al Manuzzi. Vince il Cesena 2-1 che con il gol di Defrel (60') e l'autogol di Cataldi (77') riesce a stendere i biancocelesti conquistando tre punti fondamentali nella corsa alla salvezza (ora è penultimo a quota 15 punti). Inutile, quanto tardiva, la rete di Klose che all'87' trova il varco giusto con un gran destro dalla distanza per bucare la porta di Leali. Resta la prova incolore, la più brutta della stagione, per la squadra di Pioli che non si rende mai pericolosa in 95' (tranne appunto la rete di Klose), e che soprattutto esce dalla sfida contro gli uomini di Di Carlo con le ossa rotte in chiave Champions League: Napoli lontano cinque punti (39 contro 34, assieme alla Samp) e soprattutto condizione fisica davvero preoccupante. Inevitabile pensare che il secondo tempo in 10 contro il Milan in Coppa Italia abbia avuto un ruolo molto importante sulla sfida con il Cesena. 

KLOSE CON CANDREVA E MAURI - Pioli sceglie Klose unica punta con Candreva e Mauri ad impostare sugli esterni. A centrocampo Ledesma al posto di Biglia mentre in difesa ci sono Basta e Pereirinha sulle fasce con Mauricio al posto di De Vrij. Dall'altra parte Di Carlo si affida a Defrel e Djuric in attacco con Brienza alle loro spalle per impostare la manovra e servirli in velocità.

PRIMO TEMPO BLOCCATO - Nel primo tempo la partita è combattuta a centrocampo con il Cesena che si difende con ordine e riparte alla minima occasione offerta dalla Lazio. I biancocelesti però sono lenti e prevedibili e si rendono pericolosi solo con Candreva e Parolo che impegano Leali con tiri dalla distanza. Dall'altra parte il Cesena protesta molto al 26' per un fallo di Cana su Defrel in area ma l'arbitro non concede il penalty. Peruzzo poi al 34' annulla anche a Candreva un gol ma la posizione di Mauri sul lancio di Cataldi è irregolare e fa bene l'arbitro a non convalidare. Il primo tempo si chiude così senza ulteriori sussulti.

GOL DEFREL - Nella ripresa nessun cambio per Di Carlo e Pioli che ricominciano la sfida del Manuzzi con gli stessi uomini del primo tempo. La Lazio comincia però a macinare gioco e prima si rende pericolosa con Klose e poi, sugli sviluppi di un corner, sfiora il gol con un colpo di testa di Mauricio che finisce alto sopra la traversa. I biancocelesti però soffrono la velocità del Cesena ed è Brienza ad impensierire la retroguardia dei capitolini con guizzi rapidi e imprevedibili. E proprio sugli sviluppi di una punizione è il fantasista dei romagnoli ad andare vicino al vantaggio ma il palo salva Marchetti e la Lazio. Pioli corre subito ai ripari e leva uno spento Ledesma inserendo il giovane Keita. Il gol però è nell'aria ed è Defrel a beffare Marchetti con una bomba di sinistro che si infila all'incrocio dei pali. Nulla da fare per Lazio e Cesena meritatamente in vantaggio.

LAZIO ALLE CORDE - Pioli al 65' deve anche fare i conti con il ko di Pereirinha. Al suo posto in campo c'è Cavanda. La Lazio fa fatica però a riorganizzarsi, il Cesena pressa e corre a tutto campo mentre i biancocelesti appaiono stanchi e privi di energie dopo le fatiche di Coppa Italia contro il Milan (il secondo tempo di San Siro in inferiorità numerica pesa sulle gambe). È soprattutto la manovra ad essere lenta e compassata e il poco movimento senza palla fa il resto nell'economia della partita.

RADDOPPIO CESENA, KLOSE NON BASTA - Di Carlo dà respiro al Cesena e leva Djuric per inserire Gonzalez. Al 74' è Pulzetti a provarci dalla distanza ma il suo tiro finisce alto sopra la traversa. Al 75' è nuovamente a Defrel a scaldare i guantoni di Marchetti che con un tuffo spettacolare si salva in corner. La Lazio è totalmente assente dal campo e il Cesena fa quello che vuole mettendo alle corde i capitolini. Inevitabile il raddoppio dei romagnoli che al 77' trovano il 2-0 con un clamoroso autogol di Cataldi. Il giovane laziale è anche sfortunato perché in mezzo ai piedi si ritrova il cross di Defrel che è troppo forte da controllare e la palla finisce in rete. Inutili le proteste di Marchetti che rimproverava a Peruzzo di non aver ravvisato un fallo di Defrel su Mauricio: giallo per il portiere e Cesena sul 2-0. Nel momento più difficile però è Klose a riaccendere le speranza della Lazio: all'87' gran tiro del tedesco dal limite dell'area e Leali beffato. È una reazione tardiva però per gli uomini di Pioli che in 5' di recupero non riescono a trovare il gol del pareggio. Vince il Cesena 2-1 e la Lazio esce con le ossa rotte dalla sfida del Manuzzi. Ridimensionate anche le ambizioni Champions League, con un Napoli vincente a Verona e a +5 in classifica. Pioli dovrà riflettere molto sull'incredibile ko della Lazio.


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Serie A Sassuolo, Di Francesco: «Bravi ragazzi, vi voglio così»

REGGIO EMILIA - "Bravo Sassuolo, ti voglio così". Dopo la vittoria sull'Inter, il tecnico del Sassuolo, Eusebio Di Francesco, commenta così: "Determinazione giusta, ho visto voglia e cattiveria agonistica. Dobbiamo interpretare sempre così le gare. Per come vedo io il calcio serve una squadra sempre corta e compatta. Contro l'Inter per forza ti devi abbassare di più: hanno più palleggio. Ma contro squadre meno importanti tecnicamente tendiamo a giocare più alti. Anche in Serie B succedeva questo: ma la cosa importante è che la mentalità non cambi. Io cerco di trasmettere ai ragazzi il mio credo, si possono cambiare gli interpreti, ma per arrivare ai risultati c'è solo il lavoro, nella quotidianità e nel lungo periodo". 


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Serie A, Udinese-Juventus 0-0: i bianconeri deludono, la Roma spera ancora

ROMA - Il campionato è ancora aperto. La Juventus a Udine fallisce quello che, come aveva ammesso Massimiliano Allegri alla vigilia, valeva quasi quanto un match point scudetto: contro l'Udinese finisce 0-0, un risultato che consente ai giallorossi di continuare a sperare considerato il distacco di sette punti e lo scontro diretto da giocare in casa, lunedì 2 marzo. Senza le giocate migliori di Paul Pogba, stranamente in ombra, la capolista produce troppo poco e finisce per farsi disorientare dall'aggressività dei padroni di casa. In ombra anche Llorente e Pereyra.

RITORNO AL 3-5-2 - Allegri deve rinunciare a Marchisio e Vidal, e decide di cambiare abito alla Juve: torna il 3-5-2 che aveva fatto le fortune di Conte e che i bianconeri avevano continuato a indossare nella prima parte di stagione; Llorente-Tevez è la coppia d'attacco. Il ritorno al vecchio assetto crea, almeno nella prima mezz'ora, qualche difficoltà alla capolista. La manovra è troppo lenta e tutti gli spazi sono chiusi dai bianconeri friulani: Piris è l'ombra di Tevez, Allan è ovunque mentre Guilherme e Bruno Fernandes si sacrificano in copertura su Pirlo e Pogba, e ripartono a tutta velocità verso la porta di Buffon dopo ogni palla recuperata. La strategia di Stramaccioni funziona ed è proprio l'Udinese ad avere le occasioni migliori, tutte in contropiede e tutte sui piedi di Bruno Fernandes.

JUVE BLOCCATA - Alla Juve manca spinta sulle fasce. Anche Pereyra, messo sulla linea dei centrocampisti, sembra spaesato. Servirebbe il colpo del campione per cambiare la partita. Ci prova Llorente su corner: palla a pochi centimetri dal palo. Si vede finalmente Pogba, ma la sua conclusione dalla distanza è debole.

UDINESE AGGRESSIVA - L'Udinese mantiene intensità e aggressività anche in apertura di ripresa, e aggiunge qualità grazie a un Thereau più nel vivo del gioco. L'occasione buona arriva sugli sviluppi di un corner, al 52': Danilo tocca sul primo palo, ma Buffon è bravo in tuffo ad anticipare Heurtaux. Risponde la Juve con Pereyra: la sua botta potente dall'interno dell'area di rigore fa tremare l'incrocio dei pali. A metà ripresa, Allegri gioca la carta Morata, che sostituisce uno spento Llorente: è la scossa che i bianconeri stavano cercando. Il dinamismo del giovane spagnolo fa bene alla Juve, ma è sempre l'Udinese, con Di Natale, a pungere. L'opportunità migliore per la capolista arriva a sei minuti dal novantesimo, su azione di rimessa. Pogba serve un pallone invitante a Tevez al centro dell'area, un rigore in movimento: il sinistro dell'argentino finisce a un soffio dal palo. È l'ultima emozione, la chance fallita che aumenta i rimpianti della Juve. Il discorso scudetto è ancora aperto. 

SERIE A, UDINESE-JUVENTUS 0-0: TABELLINO E STATISTICHE


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Serie A, 21ª giornata: Chievo-Napoli 1-2. La Roma ora è a 4 punti

ROMA – Meglio di così, al Napoli, difficilmente poteva andare. Vittoria al Bentegodi, sconfitte di Lazio e Samp: il 3° posto, per ora, è più saldo (+5). E la Roma, tutto sommato, è distante quattro punti. Numeri che continuano a sorridere per Benitez: quella di oggi è la terza vittoria di fila, la quinta nelle ultime sei gare (in mezzo il ko con la Juve). Decide Manolo Gabbiadini. Come fosse già scritto: a due passi dal Bentegodi, la sorella Melania da anni fa fa gol a raffica con il Verona femminile.

AUTOGOLLONZI - Nel primo tempo si vede più il Chievo che il Napoli, ma sono gli azzurri a passare in vantaggio con un'autorete piuttosto imbarazzante di Cesar, che devia involontariamente in porta una respinta di Bizzarri su tocco di Gabbiadini (18'). Il pari arriva poco dopo (24') con un'altra autorete, altrettanto singolare. Rafael, in uscita, respinge addosso a Britos e la palla si insacca. Il Chievo, a questo punto, ci prende gusto e continua con i suoi cross dalla trequarti. Britos e Albiol non riescono mai ad anticipare né Paloschi, né Pellissier, ma la precisione degli attaccanti veronesi non è delle migliori. Per la squadra di Benitez ci prova solo Higuain, ma senza fortuna.
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GABBIA GOL – A questo punto sale in cattedra Gabbiadini. Al 50', con un grande stop, elude la marcatura di Cesar e costringe Bizzarri ad una gran parata. Al 62', però, fa gol: il primo con la maglia azzurra. Strinic, tra i migliori, gli regala l'assist dopo una bella giocata, ma lui è altrettanto bravo a girarsi sul sinistro e far secco Bizzarri con un rasoterra.

I CAMBI – Benitez cambia: fuori proprio Gabbiadini per Callejon, Hamsik per Mertens. Maran prova le mossa della disperazione: Meggiorini per Paloschi, Christiansen per Cesar, ma è il Napoli ad avere le migliori occasioni, quelle per chiudere la partita. In particolare con Higuain (diagonale respinto da Zukanovic) e Hamsik (93'). Nel mezzo soltanto un tiro di Radovanovic respinto coi pugni da Rafael.

CHIEVO-NAPOLI 1-2: STATISTICHE E TABELLINO


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Roma, la maledizione di Iturbe prigioniero degli infortuni

ROMA - Non proprio un sospiro di sollievo, ma di questi tempi cupi tutto fa brodo. Juan Manuel Iturbe non dovrà operarsi. Sabato sera dopo la partita chiusa 1-1 con l'Empoli il timore di un intervento chirurgico per l'argentino si era sparso eccome all'interno della Roma. L'interessamento dei legamenti di ginocchio e caviglia era apparso immediatamente evidente. Gli esami più approfonditi del giorno dopo hanno dato il responso seguente: "Trauma distorsivo al ginocchio destro con lesione al legamento collaterale esterno e una distorsione alla caviglia destra con interessamento capsulo-legamentoso. Il calciatore ha già intrapreso le terapie del caso".

Quindi riposo, fisioterapia, farmaci per quanto serve, rieducazione. Il periodo previsto di stop è di 4-6 settimane. Ragionevolmente si pensa di rivedere Iturbe in campo nel giro di poco più di un mese. Il suo progetto poco segreto è riuscire a farcela (però è molto dura) per Roma-Juventus. Va avanti, se così si può dire, la stagione di crescita forzata del giovane talento, abbastanza in difficoltà nel passaggio dal Verona alla Roma, segnato dai 28 milioni di valutazione e pure bloccato nei momenti in cui sembrava sul punto di esplodere da infortuni simili agli effetti di una maledizione: lesione al quasi misterioso muscolo pettineo nella gara con il Cska che lo aveva visto aprire le marcature giallorosse in Champions League, contusioni per i colpi subiti contro la Juventus, adesso una doppia distorsione quando stava confermandosi la migliore risorsa del momento per la Roma.

Squadra ridotta ora ai minimi termini dagli infortuni (più di 20 in questa stagione) e dall'accumulo di cartellini. Oltre che da storie incredibili come l'anomalia vascolare di Castan e le disgrazie in serie di Strootman. Non resta che aspettare l'arrivo in città di Gervinho e del nuovo acquisto Seydou Doumbia. E naturalmente il recupero di Iturbe, che si fa coraggio: "Anche se la realtà ora è dura, tornerò più forte grazie al lavoro".


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Serie A Juventus, Allegri: «Pareggio giusto, abbiamo rischiato di perdere»

ROMA - «Il campionato è lungo, sette punti sono due partite e mezzo, 50 di sicuro non bastano. Il risultato di oggi è giusto, è stata una di quelle partite che alla fine potevamo anche perdere». Per Massimiliano Allegri il punto di Udine è comunque un punto guadagnato: con una partita in meno da giocare, Juventus e Roma restano separate da sette lunghezze. Al tecnico bianconero non è piaciuto però l'atteggiamento della squadra, soprattutto nel primo tempo: «Abbiamo buttato i primi 45 minuti giocando male - ha detto a Sky - buttando troppo spesso la palla e rischiando due o tre volte sulle loro ripartenze. L'Udinese ha giocato con grande intensità, noi abbiamo sbagliato tanto anche se al secondo tempo abbiamo avuto due occasioni per fare gol. Il risultato tutto sommato è giusto». L'ingresso di Morata al posto di Llorente ha dato nuova spinta ai bianconeri: «Morata ha qualità importanti - continua Allegri - ma con il 3-5-2 mi servivano punte più vicine e lui ha bisogno di più spazio».

SUL MERCATO - Ultime ore di mercato. La Juve cerca un altro attaccante, Allegri è fiducioso: «Pazzini o Osvaldo? Sono due grandi attaccanti, deciderà la società. Sicuramente ne prenderemo uno perché quattro punte sono poche».


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Serie A, Colantuono: «Atalanta, tre punti per risalire»

Written By Unknown on Sabtu, 31 Januari 2015 | 23.50

BERGAMO - Domani, all'"Atleti Azzurri d'Italia", arriva il Cagliari, una diretta concorrente in salute dopo l'arrivo in panchina di Zola. Ma l'Atalanta ha bisogno di punti, come sottolinea Colantuono: "E' una partita che dobbiamo assolutamente cercare di vincere perché ci permetterebbe di fare un bel passo avanti in classifica, non decisivo, però andremmo sicuramente a migliorare una classifica che deve essere migliorata". All'andata i nerazzurri espugnarono il "Sant'Elia" ma quella era un'altra squadra: "E' arrivato Zola che ha portato serenità e ricompattato l'ambiente - ricorda il tecnico degli orobici - E sta facendo i risultati. Ho grande stima per lui e massimo rispetto per il Cagliari, una squadra che in questi anni si è sempre salvata bene e che ha dei valori".


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Serie A Udinese, Stramaccioni: «Carichi per affrontare la Juve»

UDINE - "Sappiamo che giochiamo contro la squadra più forte d'Italia ma siamo convinti di poter fare la nostra partita". Alla vigilia della gara di domani con la Juventus, il tecnico dell'Udinese Andrea Stramaccioni garantisce che il gruppo è "veramente carico. Ci saranno dei momenti in cui l'Udinese si troverà chiusa nella sua area ma dovranno esserci anche momenti in cui dovremo fare la nostra partita. Servirà una squadra carica a mille che avrà bisogno della spinta dei tifosi".

MURIEL - " Faccio un in bocca al lupo a Luis, un ragazzo che con me è sempre stato molto disponibile, ma purtroppo molto sfortunato - sottolinea Stramaccioni - Poteva utilizzare qualche parolina di ringraziamento per l'Udinese, perché se è nel grande calcio è grazie a questa società, ma al contempo sono sicuro che lo farà nelle prossime interviste".


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Serie A, Di Francesco: «Sassuolo, pensa solo a salvarti»

SASSUOLO - Il Sassuolo deve pensare solo a salvarsi. Eusebio Di Francesco alza la voce dopo le critiche arrivate a seguito della sconfitta di Cagliari: "Siete stati voi a parlare di Europa League - dice rivolto ai giornalisti - io ho sempre e solo parlato di salvezza e per la crescita di questa squadra bisogna pensare prima di tutto a questo obiettivo. Dopo la sconfitta di Cagliari si sono allarmati un po' tutti, abbiamo sbagliato ma meritiamo la classifica che abbiamo e solo per nostre colpe non abbiamo portato a casa punti determinanti. Ma anche questo fa parte della crescita del gruppo, siamo sempre al secondo anno di Serie A. L'Inter? E' una squadra che sta costruendo, che ha messo davanti giocatori di altissima qualità e di spessore internazionale, ha qualche problemino in difesa ma è sempre una grande squadra. Mercato? Siamo andati a limare alcuni ruoli in cui eravamo in tanti".


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